venerdì 2 marzo 2012

Si tav o No tav?


Viaggiare sul treno ad alta velocità che investe gli uomini con la barba che danno delle pecore ai carabinieri? Oppure vagare tra i boschi, lanciando sassi nascosti nello zaino della quechua comprato da papà, verso i carabinieri che difendono i cantieri?

In soldoni, bisogna essere Si Tav o no Tav?

Esistono, e non sono pochi, coloro che sostengono la costruzione della Torino Lione.
Raccolgono materiale informativo per poi pubblicarlo su internet (www.sitavtorino.net ) per dimostrare alla nazione che questa ferrovia, oltre a tornare utile all'Italia in termini economici, diminuirà l'emissione di Co2 impedendo a molti tir di viaggiare sulle strade che collegano l'Italia alla Francia. Su un volantino si legge: "essere pro tav è una scelta ambientalista e di sviluppo" solo la tecnologia può portare al benessere . La "battaglia" a sostegno del progetto, sembra essere molto trasversale, dal Pdl al Pd fino ad arrivare all'Udc, sembrano essere tutti abbastanza d'accordo, la Torino Lione s'ha da fare!

Il fronte no Tav non ha bisogno di presentazioni. La posizione inamovibile è a difesa della valle. Senza se e senza ma. Sul loro sito si legge: " Una ferrovia in Valle di Susa esiste, oggi è sottoutilizzata, in un anno trasporta metà delle merci che potrebbe trasportare e deve essere migliorata.
Che fine hanno fatto i 600/700 miliardi di lire stanziati alcuni anni fa per le migliorie e, a quanto risulta, utilizzati solo in parte?".

Essere no Tav significa amare l'ambiente. Ma come!?! Non l'avevano scritto anche i Pro Tav!?!
Le idee si confondono. Bisogna schiarire la mente dalla nebbia delle passioni e delle simpatie.

La nostra era è caratterizzata da un forte cambiamento del territorio che ci circonda. L'economia, viaggia su binari totalmente differenti rispetto a quelli delle epoche passate (la metafora non è casuale).

La società và di fretta tanto che, il mondo moderno, fà dell'immediatezza la sua principale filosofia.
Nascono i social network, i cellulari, le televisioni, le radio per comunicare più velocemente.
Nascono le moto, le macchine, i treni, gli aerei per raggiungere luoghi più velocemente.

Tutto è molto più veloce e l'uomo, è nell'eterno limbo dell'attesa del teletrasporto!
Non vede l'ora che qualcuno lo inventi e non potremmo metterci una mano sul fuoco sul fatto che qualcuno non ci stia già provando!

Il problema del progetto Tav non risiede solo nella questione ambientale o nella questione economica (entrambi i campi potrebbero avere vantaggi o svantaggi dalla costruzione della Torino Lione) la questione Tav, risiede nella costruzione di una società cantiere dove, conoscenza, scambio, cultura, prodotti, sono ostaggio della tecnologia, del distacco, della modernità.

Siamo sicuri che per vivere meglio dobbiamo essere più ricchi? Ottenere più agevolazioni? Raggiungere luoghi con maggiore velocità?

Siamo sicuri che arrivare da Torino a Lione in qualche minuto ed avere quindi in tasca due euro in più faccia dell'Italia una Nazione con la testa alta, che può permettersi di definire se stessa "la terra dei padri"?

Se abbiamo una considerazione esclusivamente materialista della nostra esistenza allora a questa domanda non possiamo che rispondere di si.

Non provate a "buttarla in caciara". Non si tratta di negare l'utilità delle tecnologie, specifichiamo, di alcune di esse. Si tratta di percepire il limite dell'indispensabile, il confine tra il nuovo e l'urgente servizio e la superficialità di un altro strumento. La Torino Lione bucherà una montagna. Bisogna capire se l'obiettivo è la ricchezza o il miglioramento, quello sociale ed umano si intende. Ricchezza e miglioramento non sempre vanno di pari passo.

La Norvegia è una delle nazioni più ricche d'Europa. Il tasso di suicidi è altissimo.
Le nazioni africane hanno la percentuale dei suicidi pari allo 0% e la popolazione, secondo statistiche, sembra essere tra le più felici al mondo.

Se poi consideriamo che...
L'Europa ha radici cristiane e dovrebbe essere faro per le civiltà forti ed umili che percepiscono la differenza tra benessere spirituale e benessere materiale e pretendono, anche solo come obiettivo lungimirante, di ricostruire il cielo in terra, come si fa a pensare che la continua accelerazione dell'economia e dello scambio, delle merci e degli uomini sia una soluzione, un punto per il miglioramento di una nazione?

Creiamo uno sviluppo differente. Interrompiamo, per quel che si può, il ritmo frenetico di questa società. Torniamo alla riflessione, alla cura per l'ambiente, all'amore per il territorio, alla conoscenza e alla difesa dello stesso. Torniamo a percepire la reale distanza, il confine, tra l'utile e il dilettevole che si trasforma non in necessità ma in vizio che sgretola il concetto di Comunità.

Bisogna avere il coraggio di prendere questa posizione. Anti popolare, anti modernista ma sicuramente la più Naturale delle scelte.

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